ITINERARI NEL VERDE


Situato nel cuore della Lombardia
il territorio bergamasco si caratterizza per essere il vero e proprio
anello di collegamento fra due ambienti e culture: pianura padana e
catena alpina. Splendidi scenari naturali si alternano a centri urbani
di antica costituzione, ricchi di arte e storia. Dalle prealpi Orobiche
scendono fiumi e torrenti che segnano profondamente valli tanto industriose
quanto ideali per il soggiorno turistico. Le colline bergamasche sono
una grande area verde di assoluto interesse paesaggistico e ambientale,
che oggi possono essere "vissute" in modo più diretto
e coinvolgente grazie anche ad attrezzature e servizi adeguati. Il territorio
è in grado di soddisfare le esigenze sia del turista e del villeggiante
come dello sportivo.

Itinerari
nel Parco dei Colli
Le
Cascate del Serio
Itinerari
verdi nelle Orobie
Il Sentiero delle Orobie
Lago d'Iseo
SPORT ALL'ARIA APERTA


Difficile annoiarsi in bergamasca:
gite in montagna, parchi divertimento, itinerari in bicicletta, vela,
campi da golf, parapendio.
In queste pagine troverete gli spunti giusti per vivacizzare il vostro
soggiorno a Villa Serica.
Aeroclub Volovelistico Alpino
Centro Velico Alto Sebino
Bergamo a cavallo
CAI Sezione di Bergamo
Guide Alpine
Parapendio

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TERME E BENESSERE


Le località termali bergamasche offrono numerose possibilità
di cura in strutture dove il relax si sposa con l'ambiente.
La varietà di acque e fanghi disponibili ai fini terapeutici
nella provincia di Bergamo dischiude altrettante opportunità
di indicazioni di cura e trattamenti.
I centri termali della provincia di Bergamo sono riconosciuti dal Servizio
Sanitario Nazionale e consentono di usufruire di terapie per curare
numerose patologie.
L'assiduo controllo assicurato dai sanitari durante i cicli di cura
è garanzia della rispondenza dei trattamenti effettuati alle
effettive esigenze degli ospiti che vi accedono per le cure.
Ma l'offerta termale bergamasca non si riferisce solo agli stabilimenti,
che da anni si affidano a continui studi scientifici per mettere a punto
le formule più appropriate di applicazione delle risorse minerarie
alle quali hanno la fortuna di poter accedere. Infatti le località
sedi delle stazioni termali sono anche siti privilegiati dalla natura,
dove il tempo lasciato libero dalle cure può essere trascorso
all'insegna di spensieratezza e divertimento, approfondimenti culturali
e sport, visite organizzate per conoscere gli affascinanti centri più
vicini e le produzioni più tipiche.
TERME DI S. PELLEGRINO
TERME DI TRESCORE BALNEARIO Ufficio I.A.T. di Trescore Balneario tel.
e fax. (+39) 035 94.47.77
TERME DI GAVERINA Tel.(+39) 035 81.01.10
TERME DI SANT'OMOBONO Tel.(+39) 035 85.11.14
www.monticellospa.it
PARCO FAUNISTICO
"LE CORNELLE"




E' un' importante
realtà, sia dal punto di vista scientifico che turistico. Al
suo interno vivono più di cento specie animali tra uccelli, mammiferi
e rettili; le strutture che li ospitano seguono le più recenti
tendenze europee in materia di benessere animale, assicurando a ciascuno
di essi una vita il più possibile vicina alla condizione selvatica
sia in termini di socializzazione che di spazi e stimoli, compatibilmente
con la loro sicurezza e quella dei visitatori. Accanto a specie conosciute
si possono osservare esemplari rari o in pericolo di estinzione come
il Leopardo delle nevi, la Gru della Manciuria, l'Ara Giacinto e la
rarissima Tigre Bianca. La sopravvivenza della Tigre Bianca in cattività
rappresenta un bene preziosissimo, custodito, in Italia, solo dal Parco
"Le Cornelle".
Come raggiungerlo: Autostrada A4, uscita Dalmine, direzione Valbrembo.
Per informazioni: Valbrembo (BG) - Tel. (+39) 035 527 422 - Fax (+39)
035 528 285
oppure Società DARWIN (lun. dalle 10.00 alle 13.00 - giov. dalle
14.00 alle 17.00)
Tel. (+39) 02 67.07.7792 - Email: darwin.italia@tin.it
MINITALIA
LEOLANDIA PARK


Al Minitalia Leolandia Park
é possibile girare l'Italia visitando i monumenti anche via mare,
vedere centinaia di pesci provenienti da tutto il mondo, una mostra
di bellissime conchiglie, 250 esemplari di rettili tra i più
temibili, 200 tipi di pappagalli e gli animali della fattoria. E poi
c'é l'Angolo dei Piccoli, le discese mozzafiato dei tronchi del
Mississippi Boat, le evoluzioni di Petroleum e le imprese vertiginose
del Tappeto di Aladino e dei Pentoloni dei Cannibali.
Come raggiungerlo: Minitalia Leolandia Park si trova a 300 metri dall'uscita
del casello autostradale di Capriate (autostrada A4, a metà strada
tra Bergamo e Milano). Il parco é inoltre servito dalla linea
diretta Autostradale Bergamo ® Milano (fermata Capriate San Gervasio).
Società autostrade offre trasporto e ingresso al Parco a prezzo
agevolato con prevendita dei biglietti presso le biglietterie Autostradale
- P.za Castello (MI), P.le Marconi (BG).
Per informazioni: Minitalia Leolandia Park - Via Vittorio Veneto, 52
- 24024 Capriate San Gervasio (BG) - Tel. (+39) 02 90.90.169 - Sito
web: www.leolandiapark.it
VILLAGGIO OPERAIO DI FINE
OTTOCENTO A CRESPI D'ADDA

Crespi d'Adda,
nel Comune di Capriate San Gervasio, costituisce certamente il più
importante esempio di Villaggio Operaio in Italia sia per il perfetto
stato di conservazione sia per l'esemplarità dell'impostazione
urbanistica. Lo schema urbanistico é semplice: lungo il fiume
c'é la fabbrica con le sue altissime ciminiere e accanto la villa-castello
dei proprietari. Le casette operaie sono disposte su più strade
parallele, a sud c'é un gruppo di ville più tarde, per
gli impiegati e per i dirigenti. All'inizio del paese c'é la
chiesa, e di fianco la scuola. Monumento nazionale é il cimitero,
dominato dal mausoleo Crespi: una torre-piramide di "ceppo dell'Adda"
decorata, tra eclettismo e liberty. Il Comitato per il Patrimonio Mondiale
dell'UNESCO, nella riunione svoltasi a Berlino nel dicembre 1995 ha
accolto Crespi d'Adda nella World Heritage List, la Lista del Patrimonio
Mondiale Protetto in quanto l'esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi
operai. Quinto sito al mondo inserito per l'archeologia Industriale,
il Villaggio Operaio di Crespi si affianca ora agli altri siti italiani
protetti.
Come raggiungerlo: Posta sulla direttrice Torino - Venezia, Crespi d'Adda,
località del Comune di Capriate S. Gervasio (BG) é raggiungibile
dall'autostrada A4 (Milano - Brescia), uscita casello di Capriate S.
Gervasio o con la linea autobus Bergamo - Trezzo sull'Adda.
Per informazioni: Associazione Culturale "Villaggio Crespi"
- Corso Manzoni 22 - Crespi D'Adda (BG) - Tel. e fax (+39) 02 90.98.71.91
(dalle ore 9.00 alle ore 12.00) - Email: sede@villaggiocrespi.it - Sito
web: www.villaggiocrespi.it
ITINERARI IN BICI LUNGO
IL FIUME ADDA
L'Adda nasce
nell'Alta Valtellina a 2.290 metri, attraversa Bormio, Sondrio e tutta
la valle fino al Pian di Spagna, quindi entra nel lago di Como, uscendone
da Lecco. Attraversando infine tutta la pianura esso si getta nel Po
concludendo così il suo percorso lungo 301 km. Il tratto attraversato
dal percorso ciclabile si svolge completamente all'interno del Parco
dell'Adda Nord, istituito nel 1983, i cui confini a Nord sono a Lecco
e a Sud a Truccazzano. Poiché si percorre in modo parallelo il
fiume, esso é in costante discesa. Gli unici tratti di salita,
impegnativi ma brevi, riguardano le deviazioni che impongono di risalire
la riva per attraversare il fiume (Paderno d'Adda e Trezzo d'Adda).
Come punti di partenza e di arrivo del percorso sono state scelte le
stazioni FS di Calolziocorte e di Cassano d'Adda; ciò consente
di poter raggiungere l'itinerario tramite il treno, usufruendo del sevizio
FS di trasporto delle biciclette. (Informazioni FS: Tel. 147-888088)
L'itinerario può essere suddiviso in due tratte. La prima, da
Calolziocorte a Paderno,é particolarmente interessante per l'aspetto
naturalistico. Il fiume é ancora ben conservato e la vegetazione
intatta. L'industrializzazione ha toccato solo parzialmente questa zona
anche se non mancano interessanti siti di archeologia industriale legati
alla presenza, fino alla metà di questo secolo, dei setifici
e delle filande (Garlate, Olginate, Brivio). La seconda parte dell'itinerario,
da Paderno a Cassano, é invece molto interessante per le numerose
opere di archeologia industriale. Si tratta anzitutto delle numerose
centrali idroelettriche che ancora vengono utilizzate per la produzione
di energia elettrica. Da non trascurare i numerosi castelli e case fortificate
che costellano tutto il corso dell'itinerario; non bisogna dimenticare
che l'Adda ha costituito la linea di confine tra la repubblica di Venezia
e il ducato di Milano per molti secoli.
Per informazioni: Uffici Iat dell'Azienda di Promozione Turistica di
Bergamo:
Tel. (+39) 035 24.22.26 - (+39) 035 23.27.30 - Fax (+39) 035 24.29.94
SOTTO IL MONTE
Sotto il Monte
si trova a mt 350 s.l.m. nel comprensorio del monte Canto a 500 mt dalla
casa natale del Papa Buono Giovanni XXIII. Meritano una visita: il museo
di Cà Maitino e l'abbazia di S.Egidio in Fontanella risalente
al XI sec. L'azienda che fu anche proprietà del famoso condottiero
Bartolomeo Colleoni, del quale rimane lo stemma in pietra sul portale
a nord, é situata vicino ad un bosco, in parte di proprietà,
dove ci sono bellissimi e comodi sentieri per chi ama le passeggiate.
A breve distanza ci sono percorsi per equitazione e campi da golf.
BERGAMO CITTA' D'ARTE
Bergamo, "città bella come poche altre al mondo", è
la sintesi perfetta del rapporto tra cultura e natura che caratterizza
l'intero territorio provinciale. La grande varietà dell'ambiente
naturale - con Montagne fino a 3000 .m da un lato e la vasta e fertile
pianura solcata da fiumi e laghi dall'altro - fa da cornice alla sua
ricchezza d'arte e di storia diffusa, offrendone un'immagine "tanto
più cara per chi la conosce, tanto più incantevole per
chi, percorrendola per la prima volta, si stupisce di averla potuta
ignorare sino a quei giorni"
.
Caratterizzata dalla divisione della struttura urbana su due livelli,
la città bassa, moderna e dinamica, e la famosa "Città
Alta", vero e proprio gioiello storico e artistico, Bergamo costituisce
un riferimento turistico di assoluta importanza. Non a caso è
entrata a far parte stabilmente delle mete consigliate da tutti i principali
operatori turistici internazionali, che la propongono come affascinante
scoperta; una realtà unica in Lombardia e fra le più interessanti
in Italia, soprattutto per la capacità di unire ingegno dell'uomo
e bellezza della natura.
Piazza Vecchia - Bergamo Alta
Piazza Vecchia è il simbolo della città. Formatasi già
nel '300, raggiunge la sua forma attuale durante la dominazione veneta.
Sul lato meridionale della piazza domina il Palazzo della Ragione, simbolo
dell'età comunale; sulla destra svetta la torre civica (XII-XV),
altrimenti nota come "il Campanone", e si colloca l'antica
Domus Suardorum (XIV-XV), oggi sede dell'Università di Bergamo.
Il lato settentrionale della piazza è chiuso da un palazzo seicentesco
con facciata in marmo bianco. Realizzato come sede del Municipio, l'edificio
ospita oggi la Biblioteca Civica "A.Mai" che dispone di circa
mezzo milione di volumi e conserva una preziosa Raccolta Tassiana. Completa
la scenografica piazza l'elegante fontana dono del Podestà veneto
Alvise Contarini (XVIII).
Dietro il Palazzo della Ragione, si apre la Piazzetta del Duomo su cui
si affacciano monumenti di grande importanza:
Il Duomo, nato da un progetto del Filarete, fu più volte modificato
nel corso dei secoli. La decorazione interna fu completata solo a fine
800. Pregevoli la cappella del Crocifisso, che conserva un crocifisso
del '500, e l'abside dove sono collocate sette grandi tele fra cui Il
martirio di S.Giovanni Episcopo di G.B. Tiepolo.
Sulla Piazzetta del Duomo un protiro in marmo policromo con leoni stilofori,
opera di Giovanni da Campione, segnala l'accesso alla Basilica di S.Maria
Maggiore (XII). All'interno preziosi arazzi, un confessionale barocco
eseguito da Andrea Fantoni, la tomba di Gaetano Donizetti e del suo
maestro Simon Mayr. Di grande pregio sono le tarsie di coro e iconostasi
eseguite nel '500 su disegni di Lorenzo Lotto da G.F. Capoferri e Giovanni
Belli.
Attigua alla Basilica si trova la Cappella Colleoni (XV). Realizzata
su progetto di G.B.Amadeo la cappella è il mausoleo del celebre
condottiero Bartolomeo Colleoni. La facciata in marmi policromi si raccorda
al protiro della basilica e la ricca decorazione, mentre rimanda all'avventurosa
vita del condottiero, rappresenta un magnifico esempio di rinascimento
lombardo.
A lato della Cappella Colleoni una scalinata conduce all'ingresso della
Curia Vescovile. Attraversata l'Aula della Curia, un ambiente riccamente
affrescato (XI -XII), si accede ad un cortile al centro del quale si
trova il tempietto di S. Croce costruito intorno all'XI secolo e rimaneggiato
nel '500.
Ultimo edificio ad ornare la Piazzetta del Duomo è il battistero.
Costruito nel 1340 da G. da Campione come vasca battesimale per la basilica
fu, dopo varie vicissitudini, ricostruito nel luogo in cui si ora trova.
L'interno presenta interessanti altorilievi raffiguranti la vita di
Cristo. Il fonte battesimale e la statua di S Giovanni Battista sono
di G. da Campione.
Come si arriva
in Città Alta:
da Piazzale Marconi (Stazione FF.SS.) e da Porta Nuova
autobus 1 + funicolare
autobus 1 Colle Aperto
in auto lungo il seguente percorso: V.le Papa Giovanni XXIII -
V.le V. Emanuele - Porta S. Agostino - Viale delle mura - Colle aperta
Basilica
di Santa Maria Maggiore -
Bergamo Alta
Situata nel cuore di città
alta la Basilica di S. Maria Maggiore è ritenuta il più
importante monumento della città. La collocazione stessa al centro
dell'abitato denota l'importanza di questo edificio di culto. Piazza
Duomo fu per lungo tempo, fino alla costruzione della vicina Piazza
Vecchia, il fulcro della vita civile e religiosa della città,
vi si affacciano il Duomo, la Basilica e il Palazzo della Ragione.
Costruita nel XII sec. per voto alla Vergine la basilica ha conservato
all'esterno la struttura romanica originaria. L'impianto è a
croce greca, ma l'interno, modificato nel '500 e nel '600, si presenta
suntuoso. Molti artisti vi hanno lavorato: lombardi, veneti, toscani
e anche stranieri. Due sono gli accessi alla basilica ornati dagli splendidi
protiri in marmi policromi opera di Giovanni da Campione (1353-60).
L'interno è ricco di opere di grande pregio. Gli stalli del coro
e le tarsie dell'iconostasi, che raffigurano racconti biblici, sono
stati eseguiti tra il 1524 e il 1555 su disegno di Lorenzo Lotto dai
maestri intagliatori G. F. Capoferri e G. Belli: le differenti cromie
sono date dal diverso tipo di legno, mentre sfumature di colore e profondità
d'immagine sono ottenute con infusi d'erbe e utilizzo di sabbia calda.
Nel transetto sono affreschi trecenteschi di autore ignoto di scuola
lombarda (Storie di S. Egidio, L'ultima cena, L'albero di S. Bonaventura).
Sempre di artista ignoto è il grande Crocifisso del '300 che
pende sulla balaustra del presbiterio.
Splendidi arazzi fiorentini e di provenienza fiamminga ornano le pareti
della basilica. Al termine della navata centrale si collocano i monumenti
funebri del celebre compositore G. Donizetti e del suo maestro Simone
Mayr.
Nella navata sinistra il prezioso confessionale barocco di Andrea Fantoni
(1704-1705) presenta un'apologia della confessione.
S. MARIA MAGGIORE: informazioni
Piazza Duomo - sagrestia tel. 035/22.33.27. Ingresso libero.
Apertura & orari:dal 1/11al 31/3 da lunedì a venerdì:
9.00-12.30; 14.30 - 17.00 sabato: 9.00-12.30 e 14.30-18.00 domenica
e festivi 9.00-12.45 e 15.00 - 18.00.
Dal 1 aprile al 31 ottobre: 9.00-12.30 e 14.30-18.00 tutti i giorni.
SS. Messe: feriali: 10.00 festivi: 11.00 e 12.00 (durante le funzioni
non sono ammesse visite)
Dopo la messa delle 7.30 la basilica viene chiusa fino alle ore 9.00.
Come si arriva in Città Alta:
da Piazzale Marconi (Stazione FF.SS.) e da Porta Nuova
autobus 1 + funicolare oppure
autobus 1A per Colle Aperto
in auto: V.le Papa Giovanni XXIII - V.le V. Emanuele - Porta S. Agostino
- Viale delle mura.
La Cappella Colleoni - Bergamo Alta
La Cappella Colleoni viene costruita nel 1472 quando Bartolomeo Colleoni,
già famoso condottiero al soldo della Serenissima e Capitano
generale dell'esercito veneto decide di edificare il proprio mausoleo.
Superando il rifiuto opposto dai canonici della basilica il Colleoni
fa demolire dai suoi soldati la sacrestia di S. Maria Maggiore dando
così inizio ai lavori. Uomo colto ed aggiornato il Colleoni progetta
un monumento che, collocandosi nel cuore dello spazio cittadino, avrebbe
determinato nuove prospettive (proprio per questo si era progettata
sin dal 1474 la demolizione del Palazzo della Ragione).La realizzazione
del progetto viene affidata a Giovanni Antonio Amadeo, scultore-architetto
impegnato nella grande fabbrica della Certosa di Pavia. Il compito si
presenta tuttavia assai complesso: si tratta di organizzare uno spazio
sacro che conservi le spoglie del capitano, che sia adatto alla celebrazione
degli uffici divini e che trovi infine un accordo formale con la basilica
cui si affianca. E così il tamburo ottagono della cappella e
l'aguzza cuspide della lanterna richiamano le fantasiose terminazioni
della basilica, mentre l'esuberante policromia della facciata riprende,
nei colori e nei materiali, il portale trecentesco della basilica opera
di Giovanni da Campione." Gli interessi intellettuali del Colleoni
si incontrano e infine si integrano con la disponibilità alla
sperimentazione figurativa dell'Amadeo dando vita alla Cappella Colleoni:
un'opera singolare, fatta di rigore e trasgressione, raffinatezze ed
esibizionismi. (Walter Barbero).
Nell'interno la monumentale tomba del Colleoni presenta due arche sovrapposte
inserite in un arco trionfale, una rielaborazione delle monumentali
tombe gotiche i cui caratteri più spiccatamente rinascimentali
sono tuttavia riconoscibili nei bassorilievi e nelle sculture, testimonianza
delle straordinarie capacità plastiche dell'Amadeo. Sul secondo
sarcofago statua equestre in legno del Colleoni realizzata da Sisto
e Siry da Norimberga nel 1501. Nella cupola, nei pennacchi e nelle lunette
della volta splendidi affreschi di G.B.Tiepolo (1733) raffiguranti virtù
ed episodi della vita di S.Giovanni Battista .
Sulla parete di sinistra la Tomba di Medea, figlia prediletta del Colleoni,
opera dell'Amadeo: sul fronte, in altorilievo, La Pietà (1470).
Sotto: bancale in noce con tarsie bibliche di G. Caniana (1785).
Nel presbiterio altare di B. Manni 1676 con mensa disegnata da L. Pollak;
nelle lunette Martirio di S. Bartolomeo di G. B. Tiepolo e S. Marco
Evangelista del Tiepolo. Alle pareti: La Sacra Famiglia di M. A. Kauffmann;
banchi in legno con intagli di G. A. Sanz e tarsie bibliche dei Caniana
del 1773.
CAPPELLA COLLEONI: informazioni
Indirizzo
Piazza Duomo, tel. 035 210 061
orario d'apertura :
marzo - ottobre: tutti i giorni, ore 9.00 -12.30 e 14.00-18.30;
novembre - febbraio: ore 9.00 - 12.30 e 14.00 - 16.30
chiuso il lunedì.
Come si
arriva in Città Alta:
da Piazzale Marconi (Stazione FF.SS.) e da Porta Nuova
autobus 1 + funicolare oppure
autobus 1A per Colle Aperto
in auto: V.le Papa Giovanni XXIII - V.le V. Emanuele - Porta S. Agostino
- Viale delle mura.
Le mura venete - Bergamo Alta
Le mura di Città Alta, esistenti già in epoca romana,
documentate nel VIII secolo, vennero ricostruite nel corso del medioevo
e più volte rimaneggiate e modificate. Della cinta romana sono
rimaste alcune tracce ancora oggi visibili in via Vàgine, sotto
il convento di S. Grata e a sinistra dei viale delle Mura ad ovest dei
tracciato della funicolare (ex via degli Anditi).
Agli inizi dei '500 le mura si trovavano in condizioni di estrema decadenza.
Nel 1556 il Senato della Repubblica di Venezia, che da oltre un secolo
deteneva il dominio politico e territoriale di Bergamo, decise di procedere
alla ricostruzione integrale della cinta di fortificazione della città.
L'obiettivo politico dei veneziani era di rafforzare il confine dei
loro territorio di Terraferma di cui Bergamo costituiva l'estremità
orientale nonché il presidio più vicino all'avversato
Impero Spagnolo. Occupata nella lotta contro i Turchi sul fronte opposto,
Venezia manifestò in questo modo il suo intento di non espandersi
ulteriormente in Lombardia. Abbandonato un iniziale progetto di parziale
ricostruzione e rimaneggiamento delle mura medioevali, per il quale
furono consulenti anche l'Orologi e il Malacrida e che portò
nel 1561 alla realizzazione dei Forte di S. Marco e di cinque nuovi
bastioni, la Serenissima stabilì di realizzare una fortificazione
in pietra bastionata continua.
Per l'edificazione della cinta vennero demoliti oltre 250 singoli edifici
ed alterate nel loro aspetto naturale alcune zone di Città Alta.
Le demolizioni si resero necessarie per risparmiare le spese di costruzione,
per accorciare i tempi di realizzazione e, in alcuni tratti, per la
mancanza di soluzioni alternative possibili. Andarono così perdute
importanti opere e monumenti storici come la cattedrale paleocristiana
di S. Alessandro assieme a 80 case di Borgo Canale, le chiese di S.
Lorenzo, con 59 case del borgo omonimo, S. Giacomo, S. Pietro, S. Stefano
con il monastero (trasferito nel 1571 nell'attuale monastero di S. Bartolomeo
in Città Bassa), SS. Barnaba e Lorenzino nelle vicinanze della
porta di S. Giacomo e la fognatura d'epoca romana.
Nel 1574 le case di Bergamo erano 445 corrispondenti a circa la metà
di quelle esistenti prima della costruzione delle mura il cui perimetro
venne completato nel 1588 sotto la guida dei generale Sforza Pallavicino.
Le mura, che costituiscono una delle più significative fortezze
realizzate da Venezia in terraferma, non vennero mai utilizzate per
azioni militari pur essendo il risultato di concezioni difensive all'
avanguardia per quei tempi.
Lasciate così ad uso civile ad iniziare dal secolo scorso vennero
demilitarizzate e attorno ad esse si realizzò il viale interno,
ombreggiato da ippocastani e platani e si provvide all'abolizione dei
terrapieni ed alla riduzione ad area verde delle zone sovrastanti gli
spalti e i baluardi.
Al di sotto delle mura vennero consolidate quelle attività agricole
ed orticole, già esistenti, che donano ancora oggi all'ambiente
una bellezza paesaggistica unica nel suo genere. Le mura, oggi in parte
proprietà comunale e in parte demaniali, vennero ripulite per
intero ed in parte restaurate nel 1976 su iniziativa del l'Azienda Autonoma
di Soggiorno e per alcuni tratti anche nel 1984.
La visita ai sotterranei e alle cannoniere delle mura è possibile
solo, previa prenotazione, con l'accompagnamento degli esperti del Gruppo
Speleologico 'Le Nottole' (tel. 035 251 233).
LE PORTE DELLE MURA VENETE (secolo XVI)
"Osservando le sezioni delle porte è facile constatare come
fossero studiate per assolvere a due compiti principali: al pianterreno
i passaggi e il corpo di guardia per il controllo del traffico, l'esazione
dei dazi e la vigilanza urbana; sopra le aperture, verso l'esterno erano
piazzati i meccanismi di manovra delle saracinesche e dei levatoi. Una
terza funzione assolvevano ancora queste porte: esse dovevano rappresentare
per il cittadino motivo di sicurezza e d'orgoglio; per lo straniero,
fonte d'ammirazione, di rispetto e di monito." (G. Della Chiesa).
L'uso di costruire la fronte più ornata delle porte cittadine
verso l'esterno qui si trova esaltato dalla posizione topografica e
qui si manifesta la doppia valenza delle mura, d'essere una chiusura
e una difesa, ma anche un balcone, un luogo di parata. (V. Zanella)