ITINERARI NEL VERDE


Situato nel cuore della Lombardia il territorio bergamasco si caratterizza per essere il vero e proprio anello di collegamento fra due ambienti e culture: pianura padana e catena alpina. Splendidi scenari naturali si alternano a centri urbani di antica costituzione, ricchi di arte e storia. Dalle prealpi Orobiche scendono fiumi e torrenti che segnano profondamente valli tanto industriose quanto ideali per il soggiorno turistico. Le colline bergamasche sono una grande area verde di assoluto interesse paesaggistico e ambientale, che oggi possono essere "vissute" in modo più diretto e coinvolgente grazie anche ad attrezzature e servizi adeguati. Il territorio è in grado di soddisfare le esigenze sia del turista e del villeggiante come dello sportivo.


Itinerari nel Parco dei Colli
Le Cascate del Serio
Itinerari verdi nelle Orobie
Il Sentiero delle Orobie
Lago d'Iseo

SPORT ALL'ARIA APERTA


Difficile annoiarsi in bergamasca: gite in montagna, parchi divertimento, itinerari in bicicletta, vela, campi da golf, parapendio.
In queste pagine troverete gli spunti giusti per vivacizzare il vostro soggiorno a Villa Serica.
Aeroclub Volovelistico Alpino
Centro Velico Alto Sebino
Bergamo a cavallo
CAI Sezione di Bergamo
Guide Alpine
Parapendio

TERME E BENESSERE


Le località termali bergamasche offrono numerose possibilità di cura in strutture dove il relax si sposa con l'ambiente.
La varietà di acque e fanghi disponibili ai fini terapeutici nella provincia di Bergamo dischiude altrettante opportunità di indicazioni di cura e trattamenti.
I centri termali della provincia di Bergamo sono riconosciuti dal Servizio Sanitario Nazionale e consentono di usufruire di terapie per curare numerose patologie.
L'assiduo controllo assicurato dai sanitari durante i cicli di cura è garanzia della rispondenza dei trattamenti effettuati alle effettive esigenze degli ospiti che vi accedono per le cure.
Ma l'offerta termale bergamasca non si riferisce solo agli stabilimenti, che da anni si affidano a continui studi scientifici per mettere a punto le formule più appropriate di applicazione delle risorse minerarie alle quali hanno la fortuna di poter accedere. Infatti le località sedi delle stazioni termali sono anche siti privilegiati dalla natura, dove il tempo lasciato libero dalle cure può essere trascorso all'insegna di spensieratezza e divertimento, approfondimenti culturali e sport, visite organizzate per conoscere gli affascinanti centri più vicini e le produzioni più tipiche.
TERME DI S. PELLEGRINO
TERME DI TRESCORE BALNEARIO Ufficio I.A.T. di Trescore Balneario tel. e fax. (+39) 035 94.47.77
TERME DI GAVERINA Tel.(+39) 035 81.01.10
TERME DI SANT'OMOBONO Tel.(+39) 035 85.11.14
www.monticellospa.it

PARCO FAUNISTICO "LE CORNELLE"

E' un' importante realtà, sia dal punto di vista scientifico che turistico. Al suo interno vivono più di cento specie animali tra uccelli, mammiferi e rettili; le strutture che li ospitano seguono le più recenti tendenze europee in materia di benessere animale, assicurando a ciascuno di essi una vita il più possibile vicina alla condizione selvatica sia in termini di socializzazione che di spazi e stimoli, compatibilmente con la loro sicurezza e quella dei visitatori. Accanto a specie conosciute si possono osservare esemplari rari o in pericolo di estinzione come il Leopardo delle nevi, la Gru della Manciuria, l'Ara Giacinto e la rarissima Tigre Bianca. La sopravvivenza della Tigre Bianca in cattività rappresenta un bene preziosissimo, custodito, in Italia, solo dal Parco "Le Cornelle".
Come raggiungerlo: Autostrada A4, uscita Dalmine, direzione Valbrembo.
Per informazioni: Valbrembo (BG) - Tel. (+39) 035 527 422 - Fax (+39) 035 528 285
oppure Società DARWIN (lun. dalle 10.00 alle 13.00 - giov. dalle 14.00 alle 17.00)
Tel. (+39) 02 67.07.7792 - Email: darwin.italia@tin.it

MINITALIA LEOLANDIA PARK


Al Minitalia Leolandia Park é possibile girare l'Italia visitando i monumenti anche via mare, vedere centinaia di pesci provenienti da tutto il mondo, una mostra di bellissime conchiglie, 250 esemplari di rettili tra i più temibili, 200 tipi di pappagalli e gli animali della fattoria. E poi c'é l'Angolo dei Piccoli, le discese mozzafiato dei tronchi del Mississippi Boat, le evoluzioni di Petroleum e le imprese vertiginose del Tappeto di Aladino e dei Pentoloni dei Cannibali.
Come raggiungerlo: Minitalia Leolandia Park si trova a 300 metri dall'uscita del casello autostradale di Capriate (autostrada A4, a metà strada tra Bergamo e Milano). Il parco é inoltre servito dalla linea diretta Autostradale Bergamo ® Milano (fermata Capriate San Gervasio).
Società autostrade offre trasporto e ingresso al Parco a prezzo agevolato con prevendita dei biglietti presso le biglietterie Autostradale - P.za Castello (MI), P.le Marconi (BG).
Per informazioni: Minitalia Leolandia Park - Via Vittorio Veneto, 52 - 24024 Capriate San Gervasio (BG) - Tel. (+39) 02 90.90.169 - Sito web: www.leolandiapark.it

VILLAGGIO OPERAIO DI FINE OTTOCENTO A CRESPI D'ADDA

Crespi d'Adda, nel Comune di Capriate San Gervasio, costituisce certamente il più importante esempio di Villaggio Operaio in Italia sia per il perfetto stato di conservazione sia per l'esemplarità dell'impostazione urbanistica. Lo schema urbanistico é semplice: lungo il fiume c'é la fabbrica con le sue altissime ciminiere e accanto la villa-castello dei proprietari. Le casette operaie sono disposte su più strade parallele, a sud c'é un gruppo di ville più tarde, per gli impiegati e per i dirigenti. All'inizio del paese c'é la chiesa, e di fianco la scuola. Monumento nazionale é il cimitero, dominato dal mausoleo Crespi: una torre-piramide di "ceppo dell'Adda" decorata, tra eclettismo e liberty. Il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, nella riunione svoltasi a Berlino nel dicembre 1995 ha accolto Crespi d'Adda nella World Heritage List, la Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto l'esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai. Quinto sito al mondo inserito per l'archeologia Industriale, il Villaggio Operaio di Crespi si affianca ora agli altri siti italiani protetti.
Come raggiungerlo: Posta sulla direttrice Torino - Venezia, Crespi d'Adda, località del Comune di Capriate S. Gervasio (BG) é raggiungibile dall'autostrada A4 (Milano - Brescia), uscita casello di Capriate S. Gervasio o con la linea autobus Bergamo - Trezzo sull'Adda.
Per informazioni: Associazione Culturale "Villaggio Crespi" - Corso Manzoni 22 - Crespi D'Adda (BG) - Tel. e fax (+39) 02 90.98.71.91 (dalle ore 9.00 alle ore 12.00) - Email: sede@villaggiocrespi.it - Sito web: www.villaggiocrespi.it

ITINERARI IN BICI LUNGO IL FIUME ADDA

L'Adda nasce nell'Alta Valtellina a 2.290 metri, attraversa Bormio, Sondrio e tutta la valle fino al Pian di Spagna, quindi entra nel lago di Como, uscendone da Lecco. Attraversando infine tutta la pianura esso si getta nel Po concludendo così il suo percorso lungo 301 km. Il tratto attraversato dal percorso ciclabile si svolge completamente all'interno del Parco dell'Adda Nord, istituito nel 1983, i cui confini a Nord sono a Lecco e a Sud a Truccazzano. Poiché si percorre in modo parallelo il fiume, esso é in costante discesa. Gli unici tratti di salita, impegnativi ma brevi, riguardano le deviazioni che impongono di risalire la riva per attraversare il fiume (Paderno d'Adda e Trezzo d'Adda). Come punti di partenza e di arrivo del percorso sono state scelte le stazioni FS di Calolziocorte e di Cassano d'Adda; ciò consente di poter raggiungere l'itinerario tramite il treno, usufruendo del sevizio FS di trasporto delle biciclette. (Informazioni FS: Tel. 147-888088) L'itinerario può essere suddiviso in due tratte. La prima, da Calolziocorte a Paderno,é particolarmente interessante per l'aspetto naturalistico. Il fiume é ancora ben conservato e la vegetazione intatta. L'industrializzazione ha toccato solo parzialmente questa zona anche se non mancano interessanti siti di archeologia industriale legati alla presenza, fino alla metà di questo secolo, dei setifici e delle filande (Garlate, Olginate, Brivio). La seconda parte dell'itinerario, da Paderno a Cassano, é invece molto interessante per le numerose opere di archeologia industriale. Si tratta anzitutto delle numerose centrali idroelettriche che ancora vengono utilizzate per la produzione di energia elettrica. Da non trascurare i numerosi castelli e case fortificate che costellano tutto il corso dell'itinerario; non bisogna dimenticare che l'Adda ha costituito la linea di confine tra la repubblica di Venezia e il ducato di Milano per molti secoli.
Per informazioni: Uffici Iat dell'Azienda di Promozione Turistica di Bergamo:
Tel. (+39) 035 24.22.26 - (+39) 035 23.27.30 - Fax (+39) 035 24.29.94

SOTTO IL MONTE

Sotto il Monte si trova a mt 350 s.l.m. nel comprensorio del monte Canto a 500 mt dalla casa natale del Papa Buono Giovanni XXIII. Meritano una visita: il museo di Cà Maitino e l'abbazia di S.Egidio in Fontanella risalente al XI sec. L'azienda che fu anche proprietà del famoso condottiero Bartolomeo Colleoni, del quale rimane lo stemma in pietra sul portale a nord, é situata vicino ad un bosco, in parte di proprietà, dove ci sono bellissimi e comodi sentieri per chi ama le passeggiate.
A breve distanza ci sono percorsi per equitazione e campi da golf.

BERGAMO CITTA' D'ARTE
Bergamo, "città bella come poche altre al mondo", è la sintesi perfetta del rapporto tra cultura e natura che caratterizza l'intero territorio provinciale. La grande varietà dell'ambiente naturale - con Montagne fino a 3000 .m da un lato e la vasta e fertile pianura solcata da fiumi e laghi dall'altro - fa da cornice alla sua ricchezza d'arte e di storia diffusa, offrendone un'immagine "tanto più cara per chi la conosce, tanto più incantevole per chi, percorrendola per la prima volta, si stupisce di averla potuta ignorare sino a quei giorni"….
Caratterizzata dalla divisione della struttura urbana su due livelli, la città bassa, moderna e dinamica, e la famosa "Città Alta", vero e proprio gioiello storico e artistico, Bergamo costituisce un riferimento turistico di assoluta importanza. Non a caso è entrata a far parte stabilmente delle mete consigliate da tutti i principali operatori turistici internazionali, che la propongono come affascinante scoperta; una realtà unica in Lombardia e fra le più interessanti in Italia, soprattutto per la capacità di unire ingegno dell'uomo e bellezza della natura.
Piazza Vecchia - Bergamo Alta
Piazza Vecchia è il simbolo della città. Formatasi già nel '300, raggiunge la sua forma attuale durante la dominazione veneta. Sul lato meridionale della piazza domina il Palazzo della Ragione, simbolo dell'età comunale; sulla destra svetta la torre civica (XII-XV), altrimenti nota come "il Campanone", e si colloca l'antica Domus Suardorum (XIV-XV), oggi sede dell'Università di Bergamo. Il lato settentrionale della piazza è chiuso da un palazzo seicentesco con facciata in marmo bianco. Realizzato come sede del Municipio, l'edificio ospita oggi la Biblioteca Civica "A.Mai" che dispone di circa mezzo milione di volumi e conserva una preziosa Raccolta Tassiana. Completa la scenografica piazza l'elegante fontana dono del Podestà veneto Alvise Contarini (XVIII).
Dietro il Palazzo della Ragione, si apre la Piazzetta del Duomo su cui si affacciano monumenti di grande importanza:
Il Duomo, nato da un progetto del Filarete, fu più volte modificato nel corso dei secoli. La decorazione interna fu completata solo a fine 800. Pregevoli la cappella del Crocifisso, che conserva un crocifisso del '500, e l'abside dove sono collocate sette grandi tele fra cui Il martirio di S.Giovanni Episcopo di G.B. Tiepolo.
Sulla Piazzetta del Duomo un protiro in marmo policromo con leoni stilofori, opera di Giovanni da Campione, segnala l'accesso alla Basilica di S.Maria Maggiore (XII). All'interno preziosi arazzi, un confessionale barocco eseguito da Andrea Fantoni, la tomba di Gaetano Donizetti e del suo maestro Simon Mayr. Di grande pregio sono le tarsie di coro e iconostasi eseguite nel '500 su disegni di Lorenzo Lotto da G.F. Capoferri e Giovanni Belli.
Attigua alla Basilica si trova la Cappella Colleoni (XV). Realizzata su progetto di G.B.Amadeo la cappella è il mausoleo del celebre condottiero Bartolomeo Colleoni. La facciata in marmi policromi si raccorda al protiro della basilica e la ricca decorazione, mentre rimanda all'avventurosa vita del condottiero, rappresenta un magnifico esempio di rinascimento lombardo.
A lato della Cappella Colleoni una scalinata conduce all'ingresso della Curia Vescovile. Attraversata l'Aula della Curia, un ambiente riccamente affrescato (XI -XII), si accede ad un cortile al centro del quale si trova il tempietto di S. Croce costruito intorno all'XI secolo e rimaneggiato nel '500.
Ultimo edificio ad ornare la Piazzetta del Duomo è il battistero. Costruito nel 1340 da G. da Campione come vasca battesimale per la basilica fu, dopo varie vicissitudini, ricostruito nel luogo in cui si ora trova. L'interno presenta interessanti altorilievi raffiguranti la vita di Cristo. Il fonte battesimale e la statua di S Giovanni Battista sono di G. da Campione.

Come si arriva in Città Alta:
da Piazzale Marconi (Stazione FF.SS.) e da Porta Nuova
autobus 1 + funicolare
autobus 1 Colle Aperto
in auto lungo il seguente percorso: V.le Papa Giovanni XXIII -
V.le V. Emanuele - Porta S. Agostino - Viale delle mura - Colle aperta
Basilica di Santa Maria Maggiore - Bergamo Alta
Situata nel cuore di città alta la Basilica di S. Maria Maggiore è ritenuta il più importante monumento della città. La collocazione stessa al centro dell'abitato denota l'importanza di questo edificio di culto. Piazza Duomo fu per lungo tempo, fino alla costruzione della vicina Piazza Vecchia, il fulcro della vita civile e religiosa della città, vi si affacciano il Duomo, la Basilica e il Palazzo della Ragione.
Costruita nel XII sec. per voto alla Vergine la basilica ha conservato all'esterno la struttura romanica originaria. L'impianto è a croce greca, ma l'interno, modificato nel '500 e nel '600, si presenta suntuoso. Molti artisti vi hanno lavorato: lombardi, veneti, toscani e anche stranieri. Due sono gli accessi alla basilica ornati dagli splendidi protiri in marmi policromi opera di Giovanni da Campione (1353-60).
L'interno è ricco di opere di grande pregio. Gli stalli del coro e le tarsie dell'iconostasi, che raffigurano racconti biblici, sono stati eseguiti tra il 1524 e il 1555 su disegno di Lorenzo Lotto dai maestri intagliatori G. F. Capoferri e G. Belli: le differenti cromie sono date dal diverso tipo di legno, mentre sfumature di colore e profondità d'immagine sono ottenute con infusi d'erbe e utilizzo di sabbia calda.
Nel transetto sono affreschi trecenteschi di autore ignoto di scuola lombarda (Storie di S. Egidio, L'ultima cena, L'albero di S. Bonaventura). Sempre di artista ignoto è il grande Crocifisso del '300 che pende sulla balaustra del presbiterio.
Splendidi arazzi fiorentini e di provenienza fiamminga ornano le pareti della basilica. Al termine della navata centrale si collocano i monumenti funebri del celebre compositore G. Donizetti e del suo maestro Simone Mayr.
Nella navata sinistra il prezioso confessionale barocco di Andrea Fantoni (1704-1705) presenta un'apologia della confessione.
S. MARIA MAGGIORE: informazioni
Piazza Duomo - sagrestia tel. 035/22.33.27. Ingresso libero.
Apertura & orari:dal 1/11al 31/3 da lunedì a venerdì: 9.00-12.30; 14.30 - 17.00 sabato: 9.00-12.30 e 14.30-18.00 domenica e festivi 9.00-12.45 e 15.00 - 18.00.
Dal 1 aprile al 31 ottobre: 9.00-12.30 e 14.30-18.00 tutti i giorni.
SS. Messe: feriali: 10.00 festivi: 11.00 e 12.00 (durante le funzioni non sono ammesse visite)
Dopo la messa delle 7.30 la basilica viene chiusa fino alle ore 9.00.
Come si arriva in Città Alta:
da Piazzale Marconi (Stazione FF.SS.) e da Porta Nuova
autobus 1 + funicolare oppure
autobus 1A per Colle Aperto
in auto: V.le Papa Giovanni XXIII - V.le V. Emanuele - Porta S. Agostino - Viale delle mura.

La Cappella Colleoni - Bergamo Alta
La Cappella Colleoni viene costruita nel 1472 quando Bartolomeo Colleoni, già famoso condottiero al soldo della Serenissima e Capitano generale dell'esercito veneto decide di edificare il proprio mausoleo. Superando il rifiuto opposto dai canonici della basilica il Colleoni fa demolire dai suoi soldati la sacrestia di S. Maria Maggiore dando così inizio ai lavori. Uomo colto ed aggiornato il Colleoni progetta un monumento che, collocandosi nel cuore dello spazio cittadino, avrebbe determinato nuove prospettive (proprio per questo si era progettata sin dal 1474 la demolizione del Palazzo della Ragione).La realizzazione del progetto viene affidata a Giovanni Antonio Amadeo, scultore-architetto impegnato nella grande fabbrica della Certosa di Pavia. Il compito si presenta tuttavia assai complesso: si tratta di organizzare uno spazio sacro che conservi le spoglie del capitano, che sia adatto alla celebrazione degli uffici divini e che trovi infine un accordo formale con la basilica cui si affianca. E così il tamburo ottagono della cappella e l'aguzza cuspide della lanterna richiamano le fantasiose terminazioni della basilica, mentre l'esuberante policromia della facciata riprende, nei colori e nei materiali, il portale trecentesco della basilica opera di Giovanni da Campione." Gli interessi intellettuali del Colleoni si incontrano e infine si integrano con la disponibilità alla sperimentazione figurativa dell'Amadeo dando vita alla Cappella Colleoni: un'opera singolare, fatta di rigore e trasgressione, raffinatezze ed esibizionismi. (Walter Barbero).
Nell'interno la monumentale tomba del Colleoni presenta due arche sovrapposte inserite in un arco trionfale, una rielaborazione delle monumentali tombe gotiche i cui caratteri più spiccatamente rinascimentali sono tuttavia riconoscibili nei bassorilievi e nelle sculture, testimonianza delle straordinarie capacità plastiche dell'Amadeo. Sul secondo sarcofago statua equestre in legno del Colleoni realizzata da Sisto e Siry da Norimberga nel 1501. Nella cupola, nei pennacchi e nelle lunette della volta splendidi affreschi di G.B.Tiepolo (1733) raffiguranti virtù ed episodi della vita di S.Giovanni Battista .
Sulla parete di sinistra la Tomba di Medea, figlia prediletta del Colleoni, opera dell'Amadeo: sul fronte, in altorilievo, La Pietà (1470). Sotto: bancale in noce con tarsie bibliche di G. Caniana (1785).
Nel presbiterio altare di B. Manni 1676 con mensa disegnata da L. Pollak; nelle lunette Martirio di S. Bartolomeo di G. B. Tiepolo e S. Marco Evangelista del Tiepolo. Alle pareti: La Sacra Famiglia di M. A. Kauffmann; banchi in legno con intagli di G. A. Sanz e tarsie bibliche dei Caniana del 1773.
CAPPELLA COLLEONI: informazioni
Indirizzo
Piazza Duomo, tel. 035 210 061
orario d'apertura :
marzo - ottobre: tutti i giorni, ore 9.00 -12.30 e 14.00-18.30;
novembre - febbraio: ore 9.00 - 12.30 e 14.00 - 16.30
chiuso il lunedì.

Come si arriva in Città Alta:
da Piazzale Marconi (Stazione FF.SS.) e da Porta Nuova
autobus 1 + funicolare oppure
autobus 1A per Colle Aperto
in auto: V.le Papa Giovanni XXIII - V.le V. Emanuele - Porta S. Agostino - Viale delle mura.
Le mura venete - Bergamo Alta
Le mura di Città Alta, esistenti già in epoca romana, documentate nel VIII secolo, vennero ricostruite nel corso del medioevo e più volte rimaneggiate e modificate. Della cinta romana sono rimaste alcune tracce ancora oggi visibili in via Vàgine, sotto il convento di S. Grata e a sinistra dei viale delle Mura ad ovest dei tracciato della funicolare (ex via degli Anditi).
Agli inizi dei '500 le mura si trovavano in condizioni di estrema decadenza. Nel 1556 il Senato della Repubblica di Venezia, che da oltre un secolo deteneva il dominio politico e territoriale di Bergamo, decise di procedere alla ricostruzione integrale della cinta di fortificazione della città.
L'obiettivo politico dei veneziani era di rafforzare il confine dei loro territorio di Terraferma di cui Bergamo costituiva l'estremità orientale nonché il presidio più vicino all'avversato Impero Spagnolo. Occupata nella lotta contro i Turchi sul fronte opposto, Venezia manifestò in questo modo il suo intento di non espandersi ulteriormente in Lombardia. Abbandonato un iniziale progetto di parziale ricostruzione e rimaneggiamento delle mura medioevali, per il quale furono consulenti anche l'Orologi e il Malacrida e che portò nel 1561 alla realizzazione dei Forte di S. Marco e di cinque nuovi bastioni, la Serenissima stabilì di realizzare una fortificazione in pietra bastionata continua.
Per l'edificazione della cinta vennero demoliti oltre 250 singoli edifici ed alterate nel loro aspetto naturale alcune zone di Città Alta. Le demolizioni si resero necessarie per risparmiare le spese di costruzione, per accorciare i tempi di realizzazione e, in alcuni tratti, per la mancanza di soluzioni alternative possibili. Andarono così perdute importanti opere e monumenti storici come la cattedrale paleocristiana di S. Alessandro assieme a 80 case di Borgo Canale, le chiese di S. Lorenzo, con 59 case del borgo omonimo, S. Giacomo, S. Pietro, S. Stefano con il monastero (trasferito nel 1571 nell'attuale monastero di S. Bartolomeo in Città Bassa), SS. Barnaba e Lorenzino nelle vicinanze della porta di S. Giacomo e la fognatura d'epoca romana.
Nel 1574 le case di Bergamo erano 445 corrispondenti a circa la metà di quelle esistenti prima della costruzione delle mura il cui perimetro venne completato nel 1588 sotto la guida dei generale Sforza Pallavicino. Le mura, che costituiscono una delle più significative fortezze realizzate da Venezia in terraferma, non vennero mai utilizzate per azioni militari pur essendo il risultato di concezioni difensive all' avanguardia per quei tempi.
Lasciate così ad uso civile ad iniziare dal secolo scorso vennero demilitarizzate e attorno ad esse si realizzò il viale interno, ombreggiato da ippocastani e platani e si provvide all'abolizione dei terrapieni ed alla riduzione ad area verde delle zone sovrastanti gli spalti e i baluardi.
Al di sotto delle mura vennero consolidate quelle attività agricole ed orticole, già esistenti, che donano ancora oggi all'ambiente una bellezza paesaggistica unica nel suo genere. Le mura, oggi in parte proprietà comunale e in parte demaniali, vennero ripulite per intero ed in parte restaurate nel 1976 su iniziativa del l'Azienda Autonoma di Soggiorno e per alcuni tratti anche nel 1984.
La visita ai sotterranei e alle cannoniere delle mura è possibile solo, previa prenotazione, con l'accompagnamento degli esperti del Gruppo Speleologico 'Le Nottole' (tel. 035 251 233).
LE PORTE DELLE MURA VENETE (secolo XVI)
"Osservando le sezioni delle porte è facile constatare come fossero studiate per assolvere a due compiti principali: al pianterreno i passaggi e il corpo di guardia per il controllo del traffico, l'esazione dei dazi e la vigilanza urbana; sopra le aperture, verso l'esterno erano piazzati i meccanismi di manovra delle saracinesche e dei levatoi. Una terza funzione assolvevano ancora queste porte: esse dovevano rappresentare per il cittadino motivo di sicurezza e d'orgoglio; per lo straniero, fonte d'ammirazione, di rispetto e di monito." (G. Della Chiesa).
L'uso di costruire la fronte più ornata delle porte cittadine verso l'esterno qui si trova esaltato dalla posizione topografica e qui si manifesta la doppia valenza delle mura, d'essere una chiusura e una difesa, ma anche un balcone, un luogo di parata. (V. Zanella)